NB:
la canzone utilizzata è:
Solomon Vandy (dall'album "Blood Diamond O.S.T." di AAVV) [copyright by James Newton Howard, Youssou N'Dour & Varese Sarabande]



Nel mese di aprile nell’ambito dell’esame di comunicazione digitale abbiamo intrapreso un viaggio alla scoperta della prima parte della Pavia Nascosta, ovvero il Museo per la Storia dell’Università. Non avevamo immaginato cosa si nascondeva dietro gli angusti portoni del museo e possiamo assicurarvi che il patrimonio all’interno delle varie sale è davvero notevole, tanto che sono svariati i visitatori che arrivano da tutta Italia e anche dall’estero.
Il Museo è situato all’interno dell’Università centrale, in corso Carlo Alberto ad angolo con Strada Nuova, e consta di due sezioni principali: medicina e fisica, oltre a manoscritti, documenti di interesse giuridico e letterario e cimeli che documentano la storia dell’Ateneo pavese.
La sezione di medicina documenta e testimonia la grande tradizione dell’Oltrepò nel campo della ricerca, come dimostrano le tre sale dedicate rispettivamente all’anatomista Antonio Scarpa, al patologo chirurgo Luigi Porta e all’istologo e patologo Camillo Golgi.
La foto mostra i modelli anatomici utilizzati da Scarpa per i suoi studi e vi sono molti altri modelli, eredità del Gabinetto Anatomico diretto dallo scienziato stesso e poi dai suoi allievi.
Un'altra sezione importante del museo è la Sala dedicata a Camillo Golgi che accoglie preparati microscopici, documenti e strumenti dello scienziato, premio Nobel per la medicina nel 1906.
Poi la Sala Porta contiene studi sul sistema anatomico, sui tumori, trattati di medicina e addirittura testimonianze dei primi interventi di chirurgia plastica al volto.
La nostra visita si è spostata nella sezione di Fisica del Museo, la quale comprende due sale: il Gabinetto di Alessandro Volta e il Gabinetto di fisica dell’Ottocento. La prima sala conserva le maggiori testimonianze degli studi di Volta, comprendenti gli strumenti da lui utilizzati per la ricerca e la didattica, esposti nei suoi tavoli originali.
La seconda sala è stata restaurata da poco e mostra gli strumenti utilizzati o inventati dai successori del grande Volta durante l’Ottocento. Questa rapida panoramica ha lo scopo di solleticare la vostra curiosità e vi indica una prima tappa, semplice da raggiungere, per chi vuole iniziare a scoprire la Pavia Nascosta!
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La prima tappa del nostro percorso alla scoperta di Pavia ci ha portato a visitare il polmone verde della città: l’orto botanico. Esso si trova vicino al centro di Pavia, in via S.Epifanio, e complice una bellissima giornata di sole abbiamo potuto godere appieno dello spettacolo offertoci dalla natura.
La superficie dell’orto botanico si estende per circa due ettari e comprende, dal 1974, una collezione di piante provenienti da Africa e America. Da segnalare è il Platano di Scopoli, risalente al 1778, situato a nord del giardino, all’interno del boschetto.
L’orto è stato diretto e gestito da personaggi illustri, come non citare Giovanni Antonio Scopoli, che dal 1777 al 1788 fece raggiungere alla struttura un livello di efficienza tale da poterla comparare a Orti Botanici celebri come quello di Padova, che inizialmente fornì numerose piante.
Sono presenti due settori dedicati a diverse specie di Angiosperme e Gimnosperme, ma soprattutto quello che lascia incantati è il meraviglioso roseto, che ospita rose selvatiche antiche e ibridi moderni. Insomma l’Orto Botanico è un’altra tappa del percorso che ci sta portando a scoprire le meraviglie di Pavia!
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Benvenuti nel Blog "la Pavia nascosta"!
Lo scopo del nostro progetto è quello di mostrare un lato nascosto e sconosciuto delle bellezze pavesi raccolte nell'ampio e variegato sistema museale, che comprende l'orto botanico, il museo per la storia dell'Università, il museo della tecnica elettrica e altro ancora! Inseriremo le immagini più caratteristiche dei musei, i percorsi consigliati e alcuni cenni storici. Infine per rendere un pò più sobrio il tutto non mancheranno delle sorprese! Stay tuned!
La Brigata dei Briganti